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  • La storia della cassapanca sarda

    09/04/2016

    La cassapanca sarda in castagno è un mobile già diffuso nel medioevo e legato ad uno stile di vita nomadico, la cassapanca definita anche cascia sardesca è l’elemento d’arredo di maggior rilievo nella casa sarda. Realizzata in differenti misure, aveva la funzione, nella società nomade pastorale, di contenere vestiti, armi  e suppellettili.
    Nell’uso più recente assume la funzione di cassone nunziale, contenitore del prezioso corredo in dote alla sposa e ottiene, nell’ambiente domestico, una collocazione di riguardo. La cassa barbaricina in essenza di castagno, non subisce nei secoli influenze esteriori; i motivi decorativi tradizionali e simbolici continuano  mantenere i lineamenti medioevali e questo tratto caratteristico la rende tipica e, nel genere, tra le più importanti dell’isola. L’apertura della cassa è a ribalta dall’alto. La decorazione è scolpita a bassorilievo con la tecnica dell’intaglio. La specchiatura anteriore, racchiusa da cornici con motivi fitomorfi, propone un fregio floreale e i tipici pavoni. Il colore bruno, derivato precedentemente dall’ossidazione del sangue ovino, originariamente steso con il pennello sul legno, oggi sostituito con l’anilina e il caratteristico piede zoomorfo che la solleva dal suolo, la rendono ancora oggi il simbolo dell’ebanisteria in Sardegna. www.sardegnautentica.it
     
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